
S'alza il mare,
e il vento che sale
lo esorta
il mondo a dominare.
M'accascio su granelli candidi
che diveranno presto fango.
Rimango, inerme,
labbra mute e fredde,
il corpo vibrante di speme...
Ad aspettare.
Foto (c) Eleonora Grana
Il dolore è la mia maledizione e la mia ispirazione.
La follia è malattia e libertà.
Quest'abisso è il pozzo da cui non voglio uscire.
E io sono solo una stupida che crede di poter cambiare il mondo.
Questa settimana sono a casa dal lavoro, e così mi sono potuta prendere un po' di tempo per me. Oltre alle pulizie di casa, al cane, ai miei blog e siti vari, mi sto concentrando soprattutto a scrivere. E' così bello mettersi davanti ad un foglio bianco alla mattina presto, sapendo di avere davanti tanto tempo per poter liberare la fantasia, senza alcun impegno, senza doveri, senza orari...
In questi giorni ho cercato di ultimare gli ultimi capitoli del mio nuovo romanzo (il secondo che scrivo, il quarto se contiamo anche i "mattoni" che sono rimasti incompiuti e sono stati messi momentaneamente da parte).
E, come spesso mi accade, sono stata all'improvviso presa dall'ansia. Quando inizio a scrivere un nuovo romanzo sono eccitata e felice, ma quando sto per giungere alla parola "fine" inizio sempre a pormi mille domande... Cosa scriverò, poi? Di cosa parlerà la mia prossima storia? E se l'ispirazione mi venisse meno?
Mi sentivo talmente angosciata che non riuscivo più a pensare a nulla. Perché scrivere è la mia salvezza, e la mia maledizione al tempo stesso. Spesso mi prende quest'insensata paura di perdere l'ispirazione, di non riuscire più ad inventare una storia, di non poter più comunicare con le Muse...
Mi sentivo in sospeso. Incapace di portare a termine ciò che avevo iniziato e agitata al pensiero di cosa fare dopo... Finché...
Oggi ho passato una giornata strana, non tanto per quello che è successo, ma soprattutto per quello che ho sentito. Sensazioni strane, che non provavo da tanto.
Mi sono seduta a riflettere. Sulla mia vita, sui miei sentimenti, su questi ricordi che oggi hanno fatto ritorno e sui quali non mi soffermavo da tanto tempo. Davanti a me avevo un foglio bianco. Ad un tratto ho cominciato a scrivere, quasi senza pensare, senza soffermarmi sulle parole... Poi mi sono fermata, e mi sono resa conto di aver scritto la trama di un nuovo romanzo.
E ho capito che per ritrovare l'ispirazione bastava chiudere gli occhi e ascoltare il cuore, senza pensare troppo, senza alcuna ansia. E ho capito che quella storia era sempre stata dentro di me.
Ho deciso di condividere con voi questo piccolo momento di felicità... Essere scrittori esordienti è stressante, talvolta frustrante, ma tutta la fatica scompare non appena si viene avvolti dalla magia della scrittura.
Ed eccomi di nuovo qui, a raccontarvi come sta procedendo la mia "carriera" da esordiente.
Prima di tutto, devo premettere che sono sempre stata contraria all'editoria a pagamento. Secondo il mio modesto parere uno scrittore, anche se esordiente, non deve assolutamente sentirsi in obbligo di dover pagare (e, spesso, profumatamente) per poter vedere una sua opera pubblicata, e gli editori non dovrebbero comportarsi come avvoltoi e approfittarsi dell'ingenuità e delle speranze di giovani autori che desiderano soltanto poter finalmente vedere la loro opera in libreria. Gli editori dovrebbero imparare ad accettare i rischi che il loro mestiere comporta. Questo ottimo articolo tratto dal blog di Writersdream spiega perfettamente il mio punto di vista.
Detto questo, vi annuncio che sto per pubblicare la mia seconda opera. Si tratta ancora una volta di una raccolta di poesie. Io stessa ne sono sorpresa, dato che non mi sono mai considerata una poetessa. Ho sempre scritto narrativa, e solo negli ultimi tre anni ho iniziato a comporre in versi. Non so nemmeno se sia giusto definire le mie opere "poesie", dato che non seguo alcuna regola, inserisco rime a casaccio, non conto le sillabe, non mi soffermo più di tanto a pensare a quali parole utilizzare. Insomma, i miei sono versi totalmente "liberi", nel senso più vero del termine. Eppure, evidentemente, a qualcuno piacciono. E questo non mi dispiace affatto, anche se io sogno di affermarmi un giorno come autrice di narrativa (sto ancora cercando un editore per il mio primo romanzo).
Insomma, per ora prendo ciò che il destino mi vuole offrire, senza fare troppe storie. Purtroppo so che il mercato della poesia in Italia è decisamente ristretto, di nicchia, e perciò sono consapevole che non diventerò famosa con i miei versi, però sono molto contenta di riuscire a pubblicare le mie poesie, perché parlano molto di me, di quello che sono, di quello in cui credo. E spero tanto che chi le leggerà saprà cogliere tutto questo.
L'editore con cui sto per pubblicare è Battei, la cui sede è situata nella mia città, Parma. E' abbastanza famoso sul territorio e sono felice del fatto che la mia raccolta sarà curata da questa casa, però... Battei è a tutti gli effetti un editore a pagamento, anche se in una maniera un po' distorta.
Durante la scorsa estate ho inviato a diverse case editrici, tra cui Battei, sia il mio primo romanzo (ancora inedito, sigh), sia la mia seconda raccolta di poesie.
A settembre sono stata contattata dalla redazione di Battei, che mi ha invitato per un colloquio con il dott. Battei in persona. Finora è stato molto onesto e sincero con me. Durante i nostri incontri ha detto che le mie poesie gli sono piaciute, e che non pubblica molte raccolte all'anno perché è molto difficile riuscire a venderle. A dire il vero ha tentato persino di convincermi a NON pubblicarle, per il fatto che sono un'autrice sconosciuta e quindi "invendibile" e che, nonostante i miei versi siano meritevoli di essere letti, probabilmente non avrò molto successo.
Io, ovviamente, non mi sono fatta scoraggiare, e ho ribaduto la mia intenzione di pubblicare con lui. Battei ha accettato, promettendomi pubblicità a livello locale, la distribuzione nelle librerie con le quali ha accordi e la partecipazione al Parma Poesia Festival che si terrà a giugno.
Tutto questo a patto che io gli dessi "una mano".
L'accordo al quale siamo giunti è il seguente: la prima tiratura sarà di 300 copie, e io non dovrò versare alcun contributo economico. Però sono obbligata ad acquistare le copie che rimarranno invendute dopo otto mesi dall'uscita della mia raccolta. A prezzo pieno (15 euro). Questo significa che, nello sfortunato caso in cui non riuscissi a vendere neppure un libro, dovrò sborsare 4.500 euro.
Sì, sono una scrittrice esordiente. Sì, sono invendibile. Sì, nessuno mi conosce. Sì, non conto nulla. Però, nel momento in cui un editore accetta di pubblicarmi, dovrebbe essere lui a prendersi il rischio della vendita.
Con questo accordo lui non rischia nulla. Non è nemmeno motivato a pubblicizzarmi più di tanto dato che, in tutti i modi, i soldi gli torneranno indietro.
E io, che ho speso mesi a scrivere, io, cosa ottengo?
Avrei potuto dire di no. Avrei potuto cercare un altro editore. Ma non l'ho fatto. Perché? Non lo so. Forse perché temevo di perdere un'occasione. Forse perché si tratta di un editore abbastanza importante, almeno nella mia città, e credo che possa riuscire a darmi visibilità. Posso soltanto sperare di non aver sbagliato, che Battei riesca a pubblicizzarmi come promesso e che, per una buona volta, la fortuna sia dalla mia parte.
Martedì sono andata a visionare le prime bozze della mia raccolta. Devo essere sincera, non ho provato la stessa emozione provata quando, ingenua e spaesata com'ero allora, ricevetti le bozze del mio primo libro, quasi due anni fa.
Purtroppo ormai ho capito che pubblicare è soltanto il primo, piccolissimo passo per riuscire a diventare qualcuno.
Ma voglio essere ottimista, e pensare che questa volta andrà molto meglio della prima.
E sperare di non dover sborsare alcun soldo. Questa già sarebbe una grande vittoria.
Gli scrittori esordienti vivono di sogni. E sognare non dovrebbe costare nulla.
MILANO - La poetessa Alda Merini, 78 anni, è morta domenica pomeriggio alle 17.30 all'ospedale San Paolo di Milano, nel reparto di oncologia, nosocomio che - si legge nella nota ufficiale della struttura sanitaria - «da anni l’ha avuta in cura e a cui ha dedicato profonde riflessioni poetiche oltre a una scultura di forte richiamo a un periodo travagliato della sua vita. Il suo Leggi ancora...
«Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta»
Facciamo il punto della situazione sulla mia "carriera" di scrittrice. Non so dire se ho seguito un percorso comune ad altri aspiranti autori, dato che non ne ho conosciuti molti, ma mi farebbe piacere avere da voi un parere sulle mie scelte. I consigli sono sempre ben accetti.
Nel 2007, dopo anni passati a scrivere soltanto per me stessa, presi la decisione di "provarci". Volevo emergere dalla massa. E tentare finalmente di realizzare il mio sogno di diventare una scrittrice.
Ero completamente estranea al mondo dell'editoria. Non sapevo neppure come fare a proporre i miei scritti ad una casa editrice. Non pensai nemmeno alla possibilità di contattare "mostri" come Mondadori, Einaudi, ecc., sapendo che non mi avrebbero considerata neppure per un attimo.
Cercando informazioni su internet venni a conoscenza dell'esistenza dei concorsi letterari. "Fantastico," pensai, "partecipando a tanti premi, forse riuscirò a far conoscere il mio nome!"
Quanto ero ingenua...
Così, per un anno intero partecipai a tantissimi concorsi, sia con poesie che con romanzi e racconti, ottenendo sempre buoni risultati. Avevo sempre avuto paura del giudizio altrui, ma tutto stava andando per il verso giusto, continuavo a chiedermi come mai non ci avessi provato prima.
E quando vinsi quel concorso, che mi offrì la possibilità di pubblicare il mio primo libro, non riesco nemmeno a descrivere la mia gioia.
Peccato che non tutto sia andato per il verso giusto.
Edigio', un piccolo editore di Pavia, pubblicò gratuitamente la mia prima opera, una raccolta di poesie. Non avevo pubblicato nulla prima di quel momento, e per me è stata un'esperienza nuova ed emozionante.
Controllare le bozze, l'editing, la copertina... Mi sentivo proprio una vera e propria scrittrice.
Il libro uscì nell'estate 2008. Il suo titolo è "Vieni a Cercarmi", proprio come la poesia con la quale vinsi il premio.
Purtroppo capii ben presto che pubblicare e farsi conoscere sono due passi ben distinti...
Edigio' è stato un editore onesto, non mi ha promesso nulla che non poteva mantenere.
Io impiegai un sacco di energie per pubblicizzare la mia raccolta, di cui ancora oggi vado fiera, anche se, rileggendo ora le poesie scritte anni fa, mi sembrano prodotte da altre mani. Il mio stile è molto cambiato da allora (per fortuna ci si evolve continuamente).
Aprii un blog, un sito internet, cominciai a partecipare ad altri blog letterari, vendetti qualche copia ad amici e colleghi...
Stupidamente credevo che prima o poi l'editore mi avrebbe contattato per organizzare una presentazione, e solo un anno dopo scoprii che i compiti della casa editrice si erano esauriti con la stampa del libro.
Purtroppo i piccoli editori non hanno la possibilità di promuovere ogni opera che pubblicano.
E così mi misi a girare da sola per le librerie di Parma, elemosinando un aiuto, chiedendo di poter esporre il mio libro nei loro scaffali.
La risposta fu quasi sempre negativa.
Rimasi delusa e a giugno scorso decisi di compiere un passo importante: mi affidai ad un'agenzia letteraria.
Collaboro ancora da troppo poco tempo con loro per sbilanciarmi, ma spero vivamente che riusciranno a pubblicizzare la mia opera nel migliore dei modi.
Nel frattempo ho smesso di partecipare a concorsi letterari. Purtroppo ho capito che questi premi indetti da piccoli editori o da associazioni non possono darti molta visibilità. Aspetterò di riuscire a trovare qualche premio importante (anche se è evidente che la maggior parte dei concorsi principali escludono a priori gli esordienti...).
Sono riuscita finora a pubblicare soltanto poesie, ma in realtà io scrivo principalmente romanzi e racconti.
Negli ultimi mesi ho provato a proporre il mio primo romanzo, che ritengo veramente valido, a case editrici più grandi, ma finora non ho ottenuto risposta.
Probabilmente non lo leggeranno neanche, ma io continuo a sperare.
Intanto ho sempre continuato a scrivere poesie, perché ormai mi sono appassionata, anche se non posso proprio definirmi una "poetessa".
E presto un'altra mia raccolta sarà pubblicata. E stavolta, dato che non sono più tanto ingenua, giocherò d'anticipo e cercherò di pubblicizzarmi meglio... Ma di questo parlerò la prossima volta!