domenica, 22 novembre 2009, ore 14:33
Alta marea

mare1

S'alza il mare,
e il vento che sale
lo esorta
il mondo a dominare.

M'accascio su granelli candidi
che diveranno presto fango.

Rimango, inerme,
labbra mute e fredde,
il corpo vibrante di speme...

Ad aspettare.

Foto (c) Eleonora Grana

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principeva
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categoria : mare, poesia, fotografia, inedito





mercoledì, 18 novembre 2009, ore 19:37
Pensieri frettolosi

Il dolore è la mia maledizione e la mia ispirazione.

La follia è malattia e libertà.

Quest'abisso è il pozzo da cui non voglio uscire.

E io sono solo una stupida che crede di poter cambiare il mondo.

principeva
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categoria : pensieri frettolosi





martedì, 17 novembre 2009, ore 19:21
Integrità vs. Ambizione

"Se vuoi diventare famosa, devi scrivere qualcosa in stile Moccia... Oppure un romanzo scabroso, come ha fatto Melissa P.... O magari quelle storie di vampiri che vanno tanto adesso. Se continui a scrivere poesie e romanzi che parlano di solitudine e male di vivere non andrai da nessuna parte."
"Non ho nessuna intenzione di mettermi a descrivere delle orge! E sai benissimo che non sono capace di scrivere dei fantasy... Ormai escono romanzetti fatti con lo stampino, di nessuna qualità! E poi... Moccia è uno scrittore?"
"Ormai sono gli adolescenti a controllare il mondo del commercio. E i ragazzini vogliono questo: storie scabrose, che parlano di sesso, oppure storiette romantiche che li facciano sognare... A loro della qualità non importa, e sicuramente non vogliono sentir parlare di sofferenza! Le poesie, poi... Ma chi le legge più?"
"Insomma, mi stai dicendo che se voglio diventare davvero una scrittrice devo dimenticare tutto ciò che sono e ciò di cui mi piace parlare e proporre un prodotto scadente, su misura di adolescente?"
"Esatto. Ma se diventerai famosa, poi potrai scrivere ciò che vuoi, te lo pubblicheranno ugualmente una volta che ti sarai fatta un nome."
"Io non accetterò mai un compromesso del genere."


Ecco: questa è la conversazione che ormai, quasi quotidianamente, sostengo con il mio fidanzato (e, talvolta, pure con me stessa davanti allo specchio).
Premessa: a me non interessa la fama, né tantomeno arricchirmi.
Ho deciso di smetterla di tenere le mie opere chiuse in un cassetto perché sento di aver qualcosa da dire, e di volerlo condividere con il mondo.
Certo, il mio obiettivo è quello di poter raggiungere il maggior numero di persone con le mie parole. E mi piacerebbe un giorno poter campare soltanto con quello che scrivo. Il mio desiderio è quello di poter dedicare tutto il mio tempo alla scrittura, senza dover pensare ad altro.
E le poesie sono soltanto una piccolissima parte di me. Ho sempre scritto narrativa, e solo per caso i primi due libri che ho pubblicato sono raccolte di poesie.
Il mio fidanzato potrebbe aver ragione. La gioventù d'oggi è priva di ideali, di principi morali, non legge i quotidiani e neppure i libri di scuola, si lasciano affascinare da storielle (spesso scritte male) di vampiri, sesso e romanticismo senza senso senza aver mai letto un libro vero.
Se davvero volessi diventare famosa, dovrei imitare Moccia, oppure quella che ha scritto Twilight (non so neppure come si chiami l'autrice).
Certo, probabilmente le case editrici, soprattutto quelle più grandi, mi terrebbero più in considerazione se mandassi loro un manoscritto intitolato "La storia d'amore del vampiro e della bella scolaretta" piuttosto che "Storia di un uomo che vuole morire".
Gli editori non sono interessati alla buona scrittura, vogliono soltanto fare soldi. E in questo momento per guadagnare bisogna pubblicare ciò che il pubblico chiede. Ovvero: racconti semplici e sdolcinati dove gli eroi trionfano sempre. E non importa se sono storie già scritte mille volte. La gente vuole questo.

Ma siamo sicuri che sia davvero così? E' davvero questo ciò che tutti vogliono?
Da molti mesi ormai partecipo a diversi siti letterari. Ci sono ragazzi giovani, adulti, persino anziani che si dilettano a scrivere poesie e romanzi (e in modo mai banale) per pura passione. Persino i gestori di questi spazi web non sono spinti da nessun desiderio di guadagnare, ma soltanto di condividere il loro amore per la scrittura e di aiutare gli altri a farlo.
Ho cercato su Google la classifica dei libri più venduti negli ultimi mesi. Sì, ok, sono presenti Moccia e quella di Twilight, ma di certo la classifica non è dominata da loro.
Perché la televisione e i mass media in generale cercano sempre di dipingere la gente più stupida di quanto non sia in realtà?
Quando ero adolescente (e non sono passati molti anni!), passavo le giornate, oltre a scrivere, a immergermi nei versi di Emily Dickinson, nei racconti di Kafka, nei romanzi di Svevo. E non ero io ad essere anormale. C'erano tanti altri miei coetanei (soprattutto ragazze in realtà) che condividevano la mia passione per i libri, quelli veri.
E sono certa che queste persone esistano ancora oggi.

Con questo non voglio dire che ciò che scrivo sia meritevole di essere letto, non sono io a doverlo dire. (Posso dire di essere migliore di Moccia, questo sì, concedetemelo: non ci vuole molto).
So solo che io metto tutto il mio animo, la mia sofferenza, il dolore che vedo e condivido ogni giorno con altre persone, tutta la mia passione in quello che scrivo.
E non scenderò mai a nessun compromesso per avere una briciola di notorietà.
Anche se questo significa rimanere per sempre nell'ombra.
principeva
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categoria : twilight, ambizione, moccia, integrità, vita da esordiente





giovedì, 05 novembre 2009, ore 16:26
Capricciosa ispirazione

Questa settimana sono a casa dal lavoro, e così mi sono potuta prendere un po' di tempo per me. Oltre alle pulizie di casa, al cane, ai miei blog e siti vari, mi sto concentrando soprattutto a scrivere. E' così bello mettersi davanti ad un foglio bianco alla mattina presto, sapendo di avere davanti tanto tempo per poter liberare la fantasia, senza alcun impegno, senza doveri, senza orari...

In questi giorni ho cercato di ultimare gli ultimi capitoli del mio nuovo romanzo (il secondo che scrivo, il quarto se contiamo anche i "mattoni" che sono rimasti incompiuti e sono stati messi momentaneamente da parte).

E, come spesso mi accade, sono stata all'improvviso presa dall'ansia. Quando inizio a scrivere un nuovo romanzo sono eccitata e felice, ma quando sto per giungere alla parola "fine" inizio sempre a pormi mille domande... Cosa scriverò, poi? Di cosa parlerà la mia prossima storia? E se l'ispirazione mi venisse meno?

Mi sentivo talmente angosciata che non riuscivo più a pensare a nulla. Perché scrivere è la mia salvezza, e la mia maledizione al tempo stesso. Spesso mi prende quest'insensata paura di perdere l'ispirazione, di non riuscire più ad inventare una storia, di non poter più comunicare con le Muse...

Mi sentivo in sospeso. Incapace di portare a termine ciò che avevo iniziato e agitata al pensiero di cosa fare dopo... Finché...

Oggi ho passato una giornata strana, non tanto per quello che è successo, ma soprattutto per quello che ho sentito. Sensazioni strane, che non provavo da tanto.

Mi sono seduta a riflettere. Sulla mia vita, sui miei sentimenti, su questi ricordi che oggi hanno fatto ritorno e sui quali non mi soffermavo da tanto tempo. Davanti a me avevo un foglio bianco. Ad un tratto ho cominciato a scrivere, quasi senza pensare, senza soffermarmi sulle parole... Poi mi sono fermata, e mi sono resa conto di aver scritto la trama di un nuovo romanzo.

E ho capito che per ritrovare l'ispirazione bastava chiudere gli occhi e ascoltare il cuore, senza pensare troppo, senza alcuna ansia. E ho capito che quella storia era sempre stata dentro di me.

Ho deciso di condividere con voi questo piccolo momento di felicità... Essere scrittori esordienti è stressante, talvolta frustrante, ma tutta la fatica scompare non appena si viene avvolti dalla magia della scrittura.

principeva
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categoria : ispirazione, vita da esordiente





giovedì, 05 novembre 2009, ore 09:47

Ed eccomi di nuovo qui, a raccontarvi come sta procedendo la mia "carriera" da esordiente.

Prima di tutto, devo premettere che sono sempre stata contraria all'editoria a pagamento. Secondo il mio modesto parere uno scrittore, anche se esordiente, non deve assolutamente sentirsi in obbligo di dover pagare (e, spesso, profumatamente) per poter vedere una sua opera pubblicata, e gli editori non dovrebbero comportarsi come avvoltoi e approfittarsi dell'ingenuità e delle speranze di giovani autori che desiderano soltanto poter finalmente vedere la loro opera in libreria. Gli editori dovrebbero imparare ad accettare i rischi che il loro mestiere comporta. Questo ottimo articolo tratto dal blog di Writersdream spiega perfettamente il mio punto di vista.

Detto questo, vi annuncio che sto per pubblicare la mia seconda opera. Si tratta ancora una volta di una raccolta di poesie. Io stessa ne sono sorpresa, dato che non mi sono mai considerata una poetessa. Ho sempre scritto narrativa, e solo negli ultimi tre anni ho iniziato a comporre in versi. Non so nemmeno se sia giusto definire le mie opere "poesie", dato che non seguo alcuna regola, inserisco rime a casaccio, non conto le sillabe, non mi soffermo più di tanto a pensare a quali parole utilizzare. Insomma, i miei sono versi totalmente "liberi", nel senso più vero del termine. Eppure, evidentemente, a qualcuno piacciono. E questo non mi dispiace affatto, anche se io sogno di affermarmi un giorno come autrice di narrativa (sto ancora cercando un editore per il mio primo romanzo).
Insomma, per ora prendo ciò che il destino mi vuole offrire, senza fare troppe storie. Purtroppo so che il mercato della poesia in Italia è decisamente ristretto, di nicchia, e perciò sono consapevole che non diventerò famosa con i miei versi, però sono molto contenta di riuscire a pubblicare le mie poesie, perché parlano molto di me, di quello che sono, di quello in cui credo. E spero tanto che chi le leggerà saprà cogliere tutto questo.

L'editore con cui sto per pubblicare è Battei, la cui sede è situata nella mia città, Parma. E' abbastanza famoso sul territorio e sono felice del fatto che la mia raccolta sarà curata da questa casa, però... Battei è a tutti gli effetti un editore a pagamento, anche se in una maniera un po' distorta.

Durante la scorsa estate ho inviato a diverse case editrici, tra cui Battei, sia il mio primo romanzo (ancora inedito, sigh), sia la mia seconda raccolta di poesie.
A settembre sono stata contattata dalla redazione di Battei, che mi ha invitato per un colloquio con il dott. Battei in persona. Finora è stato molto onesto e sincero con me. Durante i nostri incontri ha detto che le mie poesie gli sono piaciute, e che non pubblica molte raccolte all'anno perché è molto difficile riuscire a  venderle.  A dire il vero ha tentato persino di convincermi a NON pubblicarle, per il fatto che sono un'autrice sconosciuta e quindi "invendibile" e che, nonostante i miei versi siano meritevoli di essere letti, probabilmente non avrò molto successo.
Io, ovviamente, non mi sono fatta scoraggiare, e ho ribaduto la mia intenzione di pubblicare con lui. Battei ha accettato, promettendomi pubblicità a livello locale, la distribuzione nelle librerie con le quali ha accordi e la partecipazione al Parma Poesia Festival che si terrà a giugno.
Tutto questo a patto che io gli dessi "una mano".
L'accordo al quale siamo giunti è il seguente: la prima tiratura sarà di 300 copie, e io non dovrò versare alcun contributo economico. Però sono obbligata ad acquistare le copie che rimarranno invendute dopo otto mesi dall'uscita della mia raccolta. A prezzo pieno (15 euro). Questo significa che, nello sfortunato caso in cui non riuscissi a vendere neppure un libro, dovrò sborsare 4.500 euro.

Sì, sono una scrittrice esordiente. Sì, sono invendibile. Sì, nessuno mi conosce. Sì, non conto nulla. Però, nel momento in cui un editore accetta di pubblicarmi, dovrebbe essere lui a prendersi il rischio della vendita.
Con questo accordo lui non rischia nulla. Non è nemmeno motivato a pubblicizzarmi più di tanto dato che, in tutti i modi, i soldi gli torneranno indietro.
E io, che ho speso mesi a scrivere, io, cosa ottengo?

Avrei potuto dire di no. Avrei potuto cercare un altro editore. Ma non l'ho fatto. Perché? Non lo so. Forse perché temevo di perdere un'occasione. Forse perché si tratta di un editore abbastanza importante, almeno nella mia città, e credo che possa riuscire a darmi visibilità. Posso soltanto sperare di non aver sbagliato, che Battei riesca a pubblicizzarmi come promesso e che, per una buona volta, la fortuna sia dalla mia parte.

Martedì sono andata a visionare le prime bozze della mia raccolta. Devo essere sincera, non ho provato la stessa emozione provata quando, ingenua e spaesata com'ero allora, ricevetti le bozze del mio primo libro, quasi due anni fa.

Purtroppo ormai ho capito che pubblicare è soltanto il primo, piccolissimo passo per riuscire a diventare qualcuno.

Ma voglio essere ottimista, e pensare che questa volta andrà molto meglio della prima.
E sperare di non dover sborsare alcun soldo. Questa già sarebbe una grande vittoria.

Gli scrittori esordienti vivono di sogni. E sognare non dovrebbe costare nulla.

principeva
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categoria : vita da esordiente, battei, editore a pagamento





lunedì, 02 novembre 2009, ore 10:18

Corriere della Sera.it
MILANO - La poetessa Alda Merini, 78 anni, è morta domenica pomeriggio alle 17.30 all'ospedale San Paolo di Milano, nel reparto di oncologia, nosocomio che - si legge nella nota ufficiale della struttura sanitaria - «da anni l’ha avuta in cura e a cui ha dedicato profonde riflessioni poetiche oltre a una scultura di forte richiamo a un periodo travagliato della sua vita. Il suo Leggi ancora...

«Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta»

principeva
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categoria : cultura, alda merini





martedì, 20 ottobre 2009, ore 05:49
Facciamo il punto della situazione

Facciamo il punto della situazione sulla mia "carriera" di scrittrice. Non so dire se ho seguito un percorso comune ad altri aspiranti autori, dato che non ne ho conosciuti molti, ma mi farebbe piacere avere da voi un parere sulle mie scelte. I consigli sono sempre ben accetti.

Nel 2007, dopo anni passati a scrivere soltanto per me stessa, presi la decisione di "provarci". Volevo emergere dalla massa. E tentare finalmente di realizzare il mio sogno di diventare una scrittrice.
Ero completamente estranea al mondo dell'editoria. Non sapevo neppure come fare a proporre i miei scritti ad una casa editrice. Non pensai nemmeno alla possibilità di contattare "mostri" come Mondadori, Einaudi, ecc., sapendo che non mi avrebbero considerata neppure per un attimo.

Cercando informazioni su internet venni a conoscenza dell'esistenza dei concorsi letterari. "Fantastico," pensai, "partecipando a tanti premi, forse riuscirò a far conoscere il mio nome!"
Quanto ero ingenua...
Così, per un anno intero partecipai a tantissimi concorsi, sia con poesie che con romanzi e racconti, ottenendo sempre buoni risultati. Avevo sempre avuto paura del giudizio altrui, ma tutto stava andando per il verso giusto, continuavo a chiedermi come mai non ci avessi provato prima.

E quando vinsi quel concorso, che mi offrì la possibilità di pubblicare il mio primo libro, non riesco nemmeno a descrivere la mia gioia.
Peccato che non tutto sia andato per il verso giusto.

Edigio', un piccolo editore di Pavia, pubblicò gratuitamente la mia prima opera, una raccolta di poesie. Non avevo pubblicato nulla prima di quel momento, e per me è stata un'esperienza nuova ed emozionante.
Controllare le bozze, l'editing, la copertina... Mi sentivo proprio una vera e propria scrittrice.
Il libro uscì nell'estate 2008. Il suo titolo è "Vieni a Cercarmi", proprio come la poesia con la quale vinsi il premio.

Purtroppo capii ben presto che pubblicare e farsi conoscere sono due passi ben distinti...
Edigio' è stato un editore onesto, non mi ha promesso nulla che non poteva mantenere.
Io impiegai un sacco di energie per pubblicizzare la mia raccolta, di cui ancora oggi vado fiera, anche se, rileggendo ora le poesie scritte anni fa, mi sembrano prodotte da altre mani. Il mio stile è molto cambiato da allora (per fortuna ci si evolve continuamente).
Aprii un blog, un sito internet, cominciai a partecipare ad altri blog letterari, vendetti qualche copia ad amici e colleghi...
Stupidamente credevo che prima o poi l'editore mi avrebbe contattato per organizzare una presentazione, e solo un anno dopo scoprii che i compiti della casa editrice si erano esauriti con la stampa del libro.
Purtroppo i piccoli editori non hanno la possibilità di promuovere ogni opera che pubblicano.
E così mi misi a girare da sola per le librerie di Parma, elemosinando un aiuto, chiedendo di poter esporre il mio libro nei loro scaffali.
La risposta fu quasi sempre negativa.
Rimasi delusa e a giugno scorso decisi di compiere un passo importante: mi affidai ad un'agenzia letteraria.
Collaboro ancora da troppo poco tempo con loro per sbilanciarmi, ma spero vivamente che riusciranno a pubblicizzare la mia opera nel migliore dei modi.

Nel frattempo ho smesso di partecipare a concorsi letterari. Purtroppo ho capito che questi premi indetti da piccoli editori o da associazioni non possono darti molta visibilità. Aspetterò di riuscire a trovare qualche premio importante (anche se è evidente che la maggior parte dei concorsi principali escludono a priori gli esordienti...).
Sono riuscita finora a pubblicare soltanto poesie, ma in realtà io scrivo principalmente romanzi e racconti.
Negli ultimi mesi ho provato a proporre il mio primo romanzo, che ritengo veramente valido, a case editrici più grandi, ma finora non ho ottenuto risposta.
Probabilmente non lo leggeranno neanche, ma io continuo a sperare.
Intanto ho sempre continuato a scrivere poesie, perché ormai mi sono appassionata, anche se non posso proprio definirmi una "poetessa".

E presto un'altra mia raccolta sarà pubblicata. E stavolta, dato che non sono più tanto ingenua, giocherò d'anticipo e cercherò di pubblicizzarmi meglio... Ma di questo parlerò la prossima volta!

principeva
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venerdì, 02 ottobre 2009, ore 08:02
Un nuovo inizio... Di nuovo!

Più o meno un anno fa ho aperto questo blog su Splinder. Poi, per motivi che non sto a spiegare, ho deciso di trasferirmi sulla piattaforma Blogspot.
Ed ora sono di nuovo qui, dopo aver fatto piazza pulita del mio passato, pronta per un nuovo inizio.
Potete dire che sono una ragazza capricciosa, perennemente insoddisfatta, una perfezionista... E' tutto vero.
Sono fermamente convinta che internet sia un mezzo importante per farsi conoscere, e io fino a questo momento non l'ho utilizzato al meglio.
Inizialmente mi ero impegnata a sfruttare il blog per parlare di letteratura, ma ci sono siti decisamente migliori del mio dove trovare recensioni di libri o interviste agli autori. Inoltre, ormai ho a malapena il tempo di leggere, figuriamoci se riesco a ritagliarmi un'ora per riuscire ad elaborare una critica costruttiva...
Poi avevo deciso di pubblicare sul web soltanto le mie opere, senza tante chiacchiere. Ma ora, dopo settimane di silenzio e rilfessione, ho constatato che era una scelta priva di senso. Se rendo disponibile su internet tutto ciò che scrivo, perché qualcuno dovrebbe sentirsi invogliato a comprare i miei libri??

Non so ancora bene di cosa parlerò in questo "nuovo" blog. Credo che questa volta cercherò di non fare troppi programmi, e seguirò l'istinto.

Sono tornata. E questo è l'importante!
principeva
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